Le mie avventure

Workaway: avventure e disavventure russe

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Quando ho preso in considerazione l’idea di iniziare a studiare la lingua russa a Mosca, ho cercato in tutti i modi di trovare qualcosa che mi convenisse economicamente, dalla scuola all’alloggio. La scuola è privata e, col senno di poi, sono felice di aver fatto questa scelta poiché mi sto trovando veramente bene. Di questo ve ne parlerò al mio ritorno in Italia, dandovi quante più informazioni possibili e consigli.

Per quanto riguarda l’alloggio, dovete sapere che affittare una stanza qui a Mosca – che non costi un rene – è praticamente impossibile. Come ovvio che sia, in centro i prezzi aumentano e verso la periferia ti ritrovi nel nulla, lontano anche dalla metropolitana (vitale per chi ha bisogno di spostarsi con facilità). Conoscevo già il sito Workaway ma non lo avevo mai preso in considerazione seriamente. Un giorno, però, riflettendo e mettendo su carta i costi reali che avrei dovuto affrontare, ho deciso di intraprendere questa strada.

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Sedie tenute in piedi con un filo di spago

Workaway è un sito in cui puoi avere vitto e alloggio in cambio di un qualsiasi tipo di aiuto: dare una mano in fattoria, fare la babysitter etc. Insomma, niente male per chi come me vuole ‘arrangiarsi’ per un po’ pur di raggiungere lo scopo prefisso. Appena iscritta, ho trovato immediatamente un host disponibile. Una donna con due bambini – di 8 e 4 anni – che aveva bisogno di qualcuno che aiutasse nei compiti di inglese e che insegnasse l’italiano. Sull’annuncio c’era scritto «cinque ore al giorno per cinque giorni a settimana, con il weekend libero». Ottimo no? Fare la babysitter non è una passeggiata, soprattutto se si parla di pargoli che non parlano la tua stessa lingua, però non ho esitato a inviare una richiesta. In più avrei dovuto dare una mano in casa, ma questo mi sembra il minimo per una convivenza serena e pacifica.

La donna in questione si è resa subito disponibile a fare un colloquio tramite videochiamata. Una persona estremamente gentile. Le ho anche chiesto, nonostante fosse nel regolamento del sito, come ci saremmo accordate con i pasti. «Tranquilla, se ti piace quello che cucino, possiamo mangiare insieme», mi ha detto. Credevo che la sua risposta fosse dovuta al fatto che non era sicura che la cucina russa mi potesse piacere.

La sera in cui sono arrivata a casa, ero molto stanca e credevo cenassimo assieme, anche per conoscerci un po’. Invece no, entrando in cucina con una scusa ho notato che stava mangiando e guardando una serie TV come se io non fossi lì. Fortunatamente sono solita portare con me provviste di ogni genere, per le evenienze, ma mai avrei immaginato di dover iniziare già la prima sera. I giorni seguenti ho capito che non aveva alcuna intenzione di condividere il cibo con me: cucinava per lei e per i bambini e, solo quando loro finivano, io potevo mettermi ai fornelli. Così, senza perdermi di coraggio, ho iniziato a fare la spesa e ad adeguarmi ai loro ritmi. Anche quando ha cucinato qualcosa di dolce tipo frittelle, non ha nemmeno chiesto se volessi assaggiare. Ma questa volta non posso accettare il «vabe ma non sei in Italia» poiché in Transiberiana e anche negli ostelli ho sempre mangiato con i russi e guai se provavo a cucinare qualcosa di mio: erano felici di condividere con me il loro cibo e io il mio! Quindi, il suo annuncio su Workaway che comprendeva “vitto e alloggio” non corrispondeva alla realtà dei fatti.

Ho intuito fin da subito di dover fare dei sacrifici e, quando mi ha detto di dovermi svegliare per le 7:15/7:30 del mattino per far sì che alle 8:00 lei potesse utilizzare il bagno insieme ai figli, ho capito che già si stava oltrepassando il limite. La mia lezione inizia alle 9:30 e svegliarmi così presto mi è sembrato assurdo anche perché la città è così

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Infissi vecchi e che facevano disperdere il calore dei riscaldamenti

ben collegata da non volerci molto tempo ad arrivare in un’altra zona. Anche questa volta, ho deciso di chiudere un occhio e tutte le mattine sono arrivata con oltre mezz’ora di anticipo.

Quando poi ha iniziato anche a cercare di sfruttarmi economicamente, lì ho iniziato a riflettere se fosse davvero giusto continuare a stare in quella casa. Vi spiego: questo fine settimana ho accompagnato i bimbi dalla nonna in metropolitana e ho dovuto pagare di tasca mia il biglietto di andata e ritorno. È davvero una cifra irrisoria per noi ma da parte sua mi sarei aspettata il rimborso anche se, detto tra noi, non lo avrei mai accettato. Niente, non una sola parola a riguardo!

Un’altra nota dolente è stata la richiesta di far mangiare i bimbi con me a mie spese: «Non so, prepara quello che vuoi. Magari un piatto di spaghetti con la salsa». Tutti ingredienti che lei non aveva e che avrei dovuto comprare io.

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il momento in cui lei, in accappatoio, mi ha chiesto di pulire il bagno, dove ho tolto anche i suoi capelli bagnati dalla vasca. Tutto questo senza guanti e con uno spazzolone che qui usano spesso per pulire gli igienici che io onestamente non avevo mai visto in vita mia. Non contenta, dopo aver cucinato la sera prima e dopo aver sporcato la cucina, mi ha chiesto di pulire il piano cottura con il detersivo dei piatti. Adesso, non so se essere sconvolta per la richiesta o per il prodotto utilizzato! Comunque, a parte le discutibili abitudini sulla pulizia, lei sporcava e io pulivo. E la lavatrice? Non mi ha nemmeno spiegato come funzionasse perché credo non volesse che la utilizzassi. Però dovevo stenderle i panni. Molto spesso, proprio perché mi sentivo ospite, le ho lavato i piatti che lasciava marcire nel lavello. Insomma, Cenerentola mi fa un baffo!

Dulcis in fundo, avevo delle coperte sottilissime, gli infissi cadevano a pezzi per cui il calore dei riscaldamenti era inesistente e le sedie si reggevano con dei fili di spago per evitare che crollassero su sé stesse! Adesso io mi chiedo: perché ospitare qualcuno se non si è in condizioni per poterlo fare? A detta sua una ragazza italiana ha vissuto con lei tre mesi. Io ho i miei dubbi. E se così fosse, probabilmente sarà scesa a compromessi assurdi.

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Coperte sottilissime con cui ho dormito questi giorni

Dopo tutte queste cose e dopo aver riflettuto abbastanza, ho deciso di fare le valigie e andarmene. Sarei dovuta rimanere altri dodici giorni lì ma troverò una soluzione più adatta alla mie esigenze: studiavo la sera perché poi non mi era consentito farlo tutto il giorno a causa dei mille impegni.

Ho contattato subito Workaway per metterli al corrente della situazione e loro si sono subito resi disponibili, mortificati della situazione in cui mi sono trovata. Con questo voglio dirvi che il problema non è del sito, ma di chi raggira le persone per ottenere favori e approfittare dei giovani che non hanno familiarità con la città e la lingua. Sono sicura che verranno presi provvedimenti a riguardo, ma ricordate sempre di segnalare tutto.

Questa è la mia esperienza, ma credo ce ne saranno tante altre e saranno sicuramente migliori e formative. L’importante è non fermarsi al primo intoppo: conosco molti viaggiatori entusiasti del lavoro svolto dal sito e dalle famiglie da cui sono stati calorosamente accolti.

Adesso non mi resta che accendere il bollitore e farmi un buon tè, mentre di fronte a me la vista su Mosca è spettacolare.

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Ilaria Cozzolino

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