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Il mio viaggio in Croazia: la Costa Dalmata

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Panorama dall'ostello di Supetar - Ilaria Cozzolino ©

Quest’anno anche io ho scelto una delle mete più ambite dagli italiani: la Croazia. Dunque, dopo aver programmato tutto nei minimi dettagli, ho preparato il mio zaino e sono partita alla ricerca di posti unici e un’abbronzatura da sfoggiare una volta rientrata in Italia.

Spalato

Spalato è stata la mia prima destinazione e credo sia stata anche la più bella, ma andiamo per ordine! Arrivata all’aeroporto, ad aspettare i turisti per portarli in centro, c’è il bus n.37 (costa 20 kune e il biglietto si fa a bordo) che io non ho preso. Per puro caso ho notato, sempre alla stessa fermata, un minibus su cui salivano esclusivamente croati e ho ben pensato di intrufolarmi. Ho pagato 15 kune per arrivare a Spalato e ho impiegato circa 45 minuti, considerando però che il conducente sostava spesso alle fermate lungo il tragitto.

Il mio ostello si trovava a cinque minuti dal palazzo di Diocleziano: l’Hostel Ćiri Biri Bela. Su Booking.com si è aggiudicato un punteggio di 9,6 poiché l’ho trovato centrale, molto pulito, con un servizio impeccabile. A parte il mini frigo in camera e l’aria condizionata, i cassettoni con la chiave sotto al letto a castello erano abbastanza grandi da farci entrare la valigia. Inoltre, il terrazzo consentiva agli ospiti di poter trascorrere la giornata lì in tranquillità. Ciò che non mi è piaciuto è stata l’assenza di una cucina in cui poter preparare in autonomia i pasti. Quindi, più che ad un ostello lo paragonerei ad un bellissimo e funzionale B&B. Il motivo? Hanno un ristorantino aperto al pubblico, oltre che agli ospiti della struttura.

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Hostel Ćiri Biri Bela – Ilaria Cozzolino ©

Un altro ostello in cui ho pernottato al mio rientro da Sibenico è l’En Route Hostel. Le stanze molto grandi non davano la percezione di quanta gente ci dormisse, particolare fondamentale quando i letti sono più di dieci. A proposito, i letti avevano la tendina, la luce personale, una mensola e una presa della corrente accanto. Questi particolari possono sembrare inutili, ma a lungo andare fanno la differenza. Fatevelo dire da una che in ostello ci ha vissuto! Comunque, c’erano quattro bagni (due per uomini e due per donne) molto grandi con numerose docce e lo spazio comune era pieno di divanetti. C’era anche un distributore per snacks e bibite (tra cui la birra!) oltre alla cucina molto accogliente e funzionale! Infine, ogni stanza aveva un codice d’accesso, così da non permettere a sconosciuti di entrare. Su Booking.com gli ho dato un voto di 9,2 perché era a 15 minuti dal centro (in salita) e il percorso per arrivarci era poco raccomandabile dopo un certo orario. Per chi avesse intenzione di trascorrere la serata in locali notturni, consiglio di chiamare un Uber.

Ma arriviamo alla parte più importante: il cibo! Che dire? Beh, da bravi italiani evitate di prendere la pasta. Quello che ho visto è stato orribile: spaghetti in bianco con accanto una ciotola con sugo da aggiungere a proprio piacimento. Se volete assaggiare calamarifrittura mista, vi consiglio di girare nei vicoletti perché sicuramente scorgerete qualche posticino carino ed economico. Personalmente sono andata da Fife, un ristorantino economico in cui la frittura di pesce era saporita. Le recensioni su TripAdvisor di alcuni italiani le trovo abbastanza fuori luogo per due motivi: 1) la prima regola quando sei all’estero è di NON ordinare la pasta; 2) la frittura di pesce ha un sapore leggermente diverso perché magari non è il pesce mediterraneo a cui molti sono abituati. Comunque, in tre abbiamo speso 244 kune (33 euro) per tre fritture (una di calamari e due miste servite nel vassoio a sperlunga) e tre birre Amber Ožujsko. Vi elenco i prezzi per farvi rendere conto:

  • fritto misto 61 kune (8,26€)
  • fritto di calamari e patatine fritte 68 kune (9,21€)
  • branzino o orata alla griglia 81 kune (10,97€)

Per il resto, considerate che i primi piatti arrivano ad un massimo di 69 kune (9,34€) e che tra questi vi è anche “Spaghetti bolognese”, quindi rendetevi conto a cosa andreste incontro! Le birre oscillano dalle 16 alle 21 kune (poco più di 2€) e i vini arrivano a costare anche 110 kune (14,89€).

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Ristorante Fife – Ilaria Cozzolino ©

Se invece volete assaggiare l’emblema della cucina tipica, dovete assolutamente andare da Kantun Paulina per i suoi famosi ćevapčići. Consigliato su tutte le guide, questo posto takeaway è super economico e tipico. In realtà, per consumare, ha anche delle panche all’esterno ma non aspettatevi di sedervi a tavola! Prezzi? In base a quanti ćevapčići volete nel vostro panino, si oscilla dalle 22 alle 40 kune (2,98€/5,42€). Le birre, invece, costano da un minimo di 9 ad un massimo di 17 kune (1,22€/2,30€).

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Kantun Paulina – Ilaria Cozzolino ©

Se preferite, invece, un gustoso hamburger potete andare da Fast food Popeye (non è presente su TripAdvisor, quindi vi lascio l’indirizzo: Obrov ul. 2, 21000, Split), che con i suoi menù di 10€ circa vi farà assaggiare un panino super buono!

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Fast food Popeye – Ilaria Cozzolino ©

Invece, per quanto riguarda la vita notturna, posso dirvi che non amo le discoteche ma che a fine vacanza mi sono trovata con alcuni italiani in un locale sulla spiaggia di Bačvice. Posso assicurarvi che, confrontandomi anche con altri, ci sono fin troppi minori in questi luoghi e che in alcuni locali pullula di escort. Questo tipo di divertimento non mi ha mai entusiasmato, quindi ho preferito girare nei vicoletti della città durante la sera, dove si può ascoltare musica live e godersi il posto.

Brazza

Dopo aver trascorso una notte a Spalato, il mattino seguente sono partita per l’isola di Brazza (Brač). La mia destinazione era Supetar (o San Pietro di Brazza), poiché mi sembrava un punto strategico dove alloggiare per quattro giorni e tre notti. Il traghetto a persona costa 33 kune (4,47€), 70 kune (9,48€) imbarcando la moto, 38 kune (5,14€) imbarcando la bicicletta, 160 o 276 kune (21,66€ o 37,37€) – in base alla grandezza – imbarcando l’auto.

Una volta arrivata, ho pernottato al Central Apartments & Dormitory Rooms. Che dire? Distante due minuti di orologio dal centro, credo sia stata una vera occasione in termini di rapporto qualità/prezzo. Lo spazio esterno è molto grande, ci sono sdraio per prendere il sole e due grandi tavoli di legno per consumare i pasti. La cucina è all’aperto (sul lato coperto per ovvi motivi) ed è molto grande, con tre piccoli frigoriferi e una brace a disposizione di chiunque volesse usufruirne. Non conoscere persone è quindi impossibile: ci si ritrova a fare grigliate con persone di altre nazionalità, formando numerose tavolate! Le stanze ed i bagni sono spartani e piccoli, ma non è un problema se ci si sa organizzare. Nella mia stanza c’erano otto posti letto ed un solo piccolo bagno. Ma, se doveste avere problemi, i proprietari sapranno come risolverlo. Loro sono cortesi ed ospitali, forse i migliori host che ho incontrato durante questa vacanza. Il mio voto? 9,6!

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Panorama dall’ostello di Supetar – Ilaria Cozzolino ©

Ma passiamo, finalmente, ai miei tuffi a mare! Il primo giorno, per mancanza di tempo, ho scelto di camminare una ventina di minuti per raggiungere la spiaggia di ciottoli di Vela Luka. Ciò che mi è piaciuto di più è stata la pineta che affacciava sul mare, dove poter fare un pisolino all’ombra e brezza marina! Mi raccomando: il sole in Croazia è molto forte, quindi usate una protezione alta (io ho messo tutti i giorni la 30). Ricordate che è più importante la vostra salute che l’abbronzatura “Ehi, io ho trascorso una bellissima vacanza al mare e tu no!”.

Il secondo giorno ho deciso di spostarmi in un luogo meno affollato, presente sulle guide ma poco considerato. Sto parlando della baia di Lučice. Questo è il mare più bello che abbia visto in Croazia! Come l’ho raggiunto? La mattina ho preso l’autobus per Milna (un biglietto a/r costa 46 kune, 6,23€). Sia chiaro che, una volta lì, non esiste mezzo di trasporto che vi accompagni fino alla baia! L’unico modo per raggiungerla è in auto o in barca ma, io che sono spericolata, ho deciso di andare a piedi: trenta minuti di cammino sull’asfalto bollente. Con me c’era anche una famiglia di francesi super eccitati dall’idea di tuffarsi nell’acqua cristallina. Giunta a destinazione, ho visto il paradiso! Ho trascorso ore ed ore a tuffarmi e risalire sul mio scoglio. Portate le scarpette per i ciottoli e non vi azzardate a toccare un solo riccio. Ebbene sì, di quelle creature meravigliose ne troverete tantissime qui, ma niente e nessuno vi dà il diritto di raccoglierle incivilmente. Se lo faceste, vi becchereste una super multa, oltre che gli spietati insulti dei croati.

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Baia di Lučice – Ilaria Cozzolino ©

Il terzo ed ultimo giorno sull’isola, ho deciso di raggiungere la famosissima spiaggia di Bol, che tutto è tranne che sabbia come ve la fanno vedere nelle foto. Sorpresi? Il prezzo dell’autobus per andare a Bol è di 50 kune a/r (6,77€). Una volta arrivati, bisogna camminare per mezz’ora. L’unica cosa bella è il percorso per raggiungere il  Corno d’Oro, altro nome attribuito ai ciottoli che su Photoshop diventano sabbia. Posso assicurarvi che su questo luogo c’è un business non indifferente. Oltre ad essere molto affollato, i locali hanno la musica a palla tutto il tempo. È un  posto super turistico e l’acqua non è cristallina come si vede in queste meravigliose foto scattate col drone, che tappezzano intere città della Dalmazia. Conclusioni? Delusione totale. Se siete backpackers alla ricerca di luoghi unici e nascosti, Bol non fa per voi!

Per quanto riguarda il cibo, non posso consigliarvi molto poiché, essendo sempre in giro, la mattina preparavo i panini in ostello oppure al supermercato compravo scatole di cibo già pronto per ottimizzare i tempi!

La vita notturna a Supetar non è un granché, è più un luogo per famiglie. Se volete fare baldoria, spostatevi a Bol ed il divertimento è assicurato!

Sebenico

Da Supetar ho preso il traghetto, ho raggiunto Spalato e da lì, con l’autobus (55 kune, cioè 7,45€), sono arrivata a Sebenico. Città meravigliosa e piena di storia, a cui dedicare due/tre giorni.

La famosa cattedrale si trova in centro e, mi raccomando, non indossate pantaloncini e maglie a giromanica se avete intenzione di entrare! Personalmente, avendo a disposizione poco tempo, ho visitato solo una delle fortezze, ovvero quella di San Michele, che è anche la più vicina. Da lì c’è un panorama da cartolina ed il biglietto costa 54 kune (7,31€). Non mi aspettavo che Sebenico fosse così grande. Infatti, anche per raggiungere spiagge lontane dal caos c’è bisogno di spostarsi in autobus.

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Cattedrale di Sebenico – Ilaria Cozzolino ©

Per due notti ho alloggiato all’Hostel Splendido, a dieci minuti dal centro, cinque dal lungomare e due dalla fermata degli autobus. L’ostello ha tutto ciò che serve per garantire agli ospiti una piacevole permanenza. La cucina è distaccata dalla struttura in cui vi sono le stanze, ma si trova al piano inferiore, vicino al giardino interno. Nonostante ciò, il mio voto è 9,2 su Booking.com poiché era ubicato in un posto un po’ isolato e i bagni non erano tanti. Questo comportava dover fare la fila per usufruirne.

Per quanto riguarda il cibo, ho cenato solo una volta a ristorante. Ho optato per She bio bistro & rooftop bar, un ristorante vegetariano. Ho speso poco perché ho preso semplicemente un’acqua minerale e un’insalata particolare (riso, insalata, mango, barbabietola, carote e semi di zucca). I prezzi non mi sembrano così eccessivi come ha scritto qualcuno su TripAdvisor. Come ogni posto in cui si offre un servizio, in cui ci si siede, credo sia anche normale che i prezzi non siano quelli da fast food. Considerando che in Italia si crede ancora che sparare super prezzi per la cucina vegetariana/vegana sia normale, credo che non ci sia nulla di così costoso su questo menù. Insomma, basta guardare il menù prima di accomodarsi! Io l’ho trovato molto buono, anche se non sono vegetariana e quindi non conosco la varietà dei piatti. Cosa importante: è gluten free!

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She bio bistro & rooftop bar – Ilaria Cozzolino ©

Parco nazionale Krka

Da Sebenico ho preso l’autobus per spostarmi al parco nazionale di Krka (direzione Skaradin – prezzo biglietto a/r 48 kune, 6,50€), distante poco più di mezz’ora. L’ingresso al parco non costa poco, anzi! Si parla di cifre che oscillano dalle 120 kune (16,25€) per gli studenti alle 200 kune (27,08€) per gli adulti. Una volta sul molo, sono salita su un battello che mi ha portata dall’altra parte del parco, dove ci sono le famose cascate. Si possono fare vari percorsi nella natura ma solo nel punto principale è consentito fare il bagno perché pericoloso. Prima delle cascate, ci sono vari chioschetti che vendono gelati, patatine fritte, panini, insalatone etc. Sinceramente è bello starci, ma solo per poco. Il parco è molto affollato e quindi il silenzio della natura è paradossalmente ben lontano da quel luogo! Fate attenzione agli orari di coincidenza tra il battello e gli autobus o rischiate di restare a piedi.

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Parco Nazionale Krka – Ilaria Cozzolino ©

Cosa non mi è piaciuto della Croazia

Mi sento, però, in dovere di mettervi in guardia. Ho sempre viaggiato moltissimo ma non mi sono mai trovata in situazioni così spiacevoli. Sono andata via dalla Croazia piangendo e non perché fosse finita la mia avventura. Un particolare episodio vi farà rendere conto di cosa voglio dirvi.

Quando sono andata alla stazione degli autobus per l’acquisto del ticket per l’aeroporto, che costava 34 kune, ho avuto un piccolo problema. Ho dato 100 kune alla signora e lei mi ha dato un resto di 16 kune. Ho insistito sul fatto che le avessi dato 100, ma lei sosteneva che gliene avessi date 50 e che la volessi truffare. Io a lei? Sul serio? Senza farmi scrupoli, ho iniziato ad urlare. Risultato? La biglietteria si è blocca, tutti ci hanno iniziato a guardare. Lei, sentendosi accusata e sapendo di aver fatto questo ripugnante gesto, ha deciso di contare tutti i soldi in cassa con molta lentezza per farmi perdere il pullman e farmi acquistare un ulteriore biglietto. A quel punto, per mancanza di tempo, sono andata via. C’è da dire che, appena ho preso il resto e l’ho contato, lei era già filata sul retro a mettersi i soldi da parte.

Dunque, sappiate che ALCUNI vi daranno il resto errato di proposito e pochi vi faranno pagare con carta. Quindi, cercate di pagare con i soldi esatti e nemmeno una kuna in più. Se provate a replicare, vi ritroverete soli. E anche se sventolassero la vostra bella banconota sotto il vostro naso, sareste indifesi.

Parlando con molti viaggiatori, con cui sono in contatto quasi ogni giorno, ho riscontrato lo stesso identico problema. Molti ci hanno messo una X sopra ed in effetti, se mi volessero portare di nuovo lì, attualmente farei fatica a dire di sì. Ma sappiamo anche che ogni mondo è paese e che queste cose possono capitare ovunque, anche se ribadisco che mi è successo solo lì al momento.

Un’ultima nota negativa è il costo della vita. Chi sostiene che la Croazia sia economica, le opzioni sono due: o c’è stato qualche anno fa, oppure ha un altro metro di valutazione a riguardo. Posso scriverlo a lettere cubitali:

LA CROAZIA NON È ECONOMICA!

Basta sommare tutti i prezzi che vi ho elencato sopra, non tenendo in considerazione dei soldi spesi per gli ostelli, per rendervi conto che forse forse le cose sono cambiate. Alcuni croati che ho conosciuto in ostello, mi hanno detto che l’aumento dei prezzi è dovuto al fatto che il cambio della moneta sia più favorevole per i turisti.

Anyway spero che queste informazioni vi siano state utili! Non esitate a scrivermi se avete domande!

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Ilaria Cozzolino

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