Curiosità Russia

Saint Lukas, il treno della salute in Siberia

saint lukas

Avete mai riflettuto su quanto potesse essere difficile la vita in alcuni villaggi siberiani? Soprattutto, avete mai pensato che potessero avere una distanza l’uno dall’altro veramente molto grande, quasi inimmaginabile per noi che viviamo in un Paese davvero piccolo?

Vivere quasi isolati non deve essere per nulla semplice, soprattutto se si tratta di trovarsi in una situazione di emergenza. Proprio per questo, nel lontano 2006, i dipendenti delle ferrovie di Krasnoyarsk (una città della Siberia centrale) hanno proposto al governatore Alexander Khloponin di poter creare un treno-ospedale per servire quella fetta di popolazione lontana da cliniche ed ospedali.

Così, il 13 novembre 2007 il Doctor Voyno-Yasenetsky – St. Lukas (PKDTS) ha effettuato il suo primo viaggio. Da circa dodici anni sono oltre 160.000 i pazienti visitati, un numero elevatissimo e che fa comprendere quanto fosse importante questo servizio. Inizialmente il suo percorso includeva 43 stazione, oggi invece ne conta 75 in quatto territori (Krasnoyarsk, Khakassia, Irkutsk e Kemerovo).

Come funziona il Saint Lukas?

Il treno è composto da 13 vagoni e in ogni carrozza vi è un medico specialista differente: ad esempio, nella numero 8 si può consultare il neurologo. Macchinari all’avanguardia, provenienti dall’Italia, Russia, Stati Uniti, Israele, Giappone, Germania ed altri Paesi, permettono di ottimizzare i tempi di diagnosi del paziente. Questi ultimi, grazie all’assicurazione media obbligatoria, ricevono gratuitamente assistenza.

Per necessità, sul Saint Lukas talvolta bisogna fare affidamento alla telemedicina: può capitare che, per avere un ulteriore parere professionale, alcuni medici vengano contattati tramite video per discutere ed esaminare il paziente nello stesso momento, anche ad una considerevole distanza.

Infine, ogni estate il treno viene sottoposto a controlli di sicurezza e manutenzione per poi ripartire a settembre.

Diagnosis, il progetto di Emile Ducke

Emile Ducke, fotografo documentarista tedesco, ha deciso di raccontare del Saint Lukas attraverso i suoi scatti. Il progetto Diagnosis porta alla luce le difficoltà di una popolazione che spesso non ha nemmeno regolare accesso alle cure mediche di specialisti. In particolare, lo scatto ai pazienti che attendono fuori dalla prima carrozza per effettuare la registrazione con una temperatura di -38°C, fa comprendere quanto sia importante un servizio simile.

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Ilaria Cozzolino

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