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Mosca: 50 artisti denunciano le barbarie dell’uomo

Mosca: 50 artisti denunciano le barbarie dell'uomo

Ormai è una settimana che sono qui a Mosca e non sono ancora scesa alla fermata della stazione di Ohotnyj Rjad per scattare l’ennesima foto alla Cattedrale di San Basilio. Credo forse di essere satura del classico giro turistico e preferisco spendere il mio tempo libero coltivando le mie passioni – o le mie “malattie”.

Questa mattina, sfidando i 2 gradi ed il vento tagliente, sono finalmente riuscita a recarmi ad uno dei musei di arte contemporanea più belli che io abbia mai visto: GARAGE. Non sto parlando dell’architettura, ma della qualità delle esposizioni e degli eventi in programma. Ciò che lo rende ancor più interessante sono gli incontri con gli autori di videogiochi – come Hideo Kojima – apprezzando e valorizzando gli aspetti artistici e sociali del loro lavoro.

Arrivata all’ingresso, un uomo alto e con lo sguardo fintamente severo mi ha controllato lo zaino, per poi dirmi in russo di poter recarmi alla biglietteria. Anche lì mi hanno parlato nella loro lingua madre, credendo che fossi una connazionale. Non potete immaginare la mia felicità, nonostante capissi la metà delle loro parole. Avrei voluto quasi abbracciarli e dirgli: «grazie, mi fate sentire a casa!».

The Coming World: Ecology as the New Politics 2030–2100

Sapevo sarebbe stata una mostra che non avrei dimenticato facilmente, ma mai mi sarei aspettata di trovarmi a scriverne. Cosa abbiamo fatto? È l’unica domanda che continuo a pormi.

The Coming World: Ecology as the New Politics 2030–2100 è una delle esposizioni più significative sull’ambiente, facendo riferimento alle barbarie dell’uomo e alle conseguenze dell’antropocentrismo. Cinquanta artisti, di diverse nazionalità, hanno preso parte a questo grande progetto di denuncia. Inoltre, il museo si impegna nella sensibilizzazione dell’argomento attraverso eventi con scienziati, attivisti ed esperti del settore.

Tra gli artisti c’è anche il collettivo Critical Art Ensemble (CAE), che propone un’interessante riflessione sul concetto di triage, il sistema per classificare la gravità dell’urgenza per essere eventualmente soccorsi. Mentre negli ospedali (dove le risorse non sono troppo limitate) è previsto il soccorso in primis a chi è più in pericolo di vita, in altri casi avviene il contrario. A tal proposito il collettivo spiega:

«In caso di guerra, dove le risorse sono limitate, l’applicazione tipica del triage consiste nel designare chi ha maggiori probabilità di sopravvivere a un infortunio per un periodo di tempo più lungo e vengono trattati per primi. Quelli con le peggiori lesioni e quelli che hanno maggiori probabilità di morire vengono trattati per ultimi. Sfortunatamente, il triage si applica non solo alle persone, ma anche alla fauna selvatica e all’ambiente. Date le risorse limitate, come organizziamo la bonifica di ecosistemi danneggiati o malsani? Usiamo il modello ospedaliero, il modello di guerra o qualcos’altro?»

L’esposizione consiste nello spiegare il livello di inquinamento e l’attuale situazione dei maggiori specchi d’acqua della Russia. Lo spettatore viene messo di fronte ad una scelta: dove bisogna correre assolutamente ai ripari? Vota mettendo un sassolino in una delle ciotole dinanzi ai contenitori d’acqua.

Mosca: 50 artisti denunciano le barbarie dell'uomo
“Environmental triage: experiment in democracy and necropolitics”, Critical Art Ensemble (CAE)

Altrettanto interessante è l’installazione Dogwlak  di Mella Jaarsma. I dodici costumi creati dall’artista, raffiguranti un essere metà uomo e metà animale, vengono indossati da attori una volta a settimana. Questi, che passeggiano per il museo tenendosi al guinzaglio, non sono altro che una versione contemporanea di antichi animali antropomorfi, che in alcune culture dell’antichità apparivano come divinità. Qual è il reale rapporto uomo/animale?

Mosca: 50 artisti denunciano le barbarie dell'uomo
“Dogwlak”, Mella Jaarsma

Una particolare attenzione va dedicata all’installazione video Purple di John Akomfrah. La dominanza del colore viola in cui lo spettatore è avvolto fa riferimento al viola tiriano, un costoso pigmento che divenne simbolo di potenza e ricchezza per gli imprenditori romani e bizantini, sottolineando lo sfruttamento della natura dagli esordi. I video, proiettati su sei canali, si alternano tra filmati cinematografici e recenti riprese di luoghi remoti sul nostro pianeta.

Mosca: 50 artisti denunciano le barbarie dell'uomo
“Purple”, John Akomfrah

The Coming World: Ecology as the New Politics 2030–2100 è un’esposizione ben riuscita, che fa riflettere sulle attuali condizioni in cui versiamo a causa delle nostre azioni. Garage si schiera e manda un messaggio forte e chiaro: è già tardi, bisogna agire.

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Ilaria Cozzolino

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