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Cosa sta succedendo in Kamchatka?

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Qualche giorno fa, sono state pubblicate le foto dell’ennesimo disastro ambientale made in Russia. In questo momento, migliaia di animali marini giacciono sulla riva della spiaggia di Khalaktyrsky. Le immagini e i video pubblicati dagli attivisti sono davvero sconvolgenti.

Tutto è iniziato il 2 ottobre, quando alcuni surfisti del luogo hanno riscontrato irritazione della pelle e bruciore alla gola e agli occhi. I medici, dopo un’attenta visita, hanno diagnosticato loro un’ustione corneale. Così, le scuole di surf della zona hanno deciso di chiudere.

Cosa sta succedendo in Kamchatka

Inizialmente, Vladimir Solodov, governatore della Kamchatka, sosteneva che questo strano fenomeno potesse ricollegarsi ad una fuoriuscita di sostanze tossiche, ad un’influenze naturali o ad un’attività sismica. Subito dopo, gli specialisti hanno escluso l’opzione dalla fioritura di microalghe tossiche.

Dopo le immersioni, il fotografo subacqueo Alexander Korobok ha detto dichiarato:

«L’ecosistema è stato minato in modo significativo e ciò avrà conseguenze a lungo termine, poiché tutto in natura è interconnesso. Sì, ci sono crostacei vivi. Ma hanno un guscio protettivo che gli altri abitanti del fondo non hanno. A lungo termine, è probabile che anche loro muoiano».

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Disastro ambientale in Kamchatka

Gli attivisti di Greenpeace Russia hanno esaminato l’acqua di diverse baie della costa e in tutte vi è un’elevata percentuale di prodotti petroliferi e di fenoli. L’origine è ancora sconosciuta e questa schiuma gialla, che ricopre tutta la costa, si sta dirigendo verso la riserva naturale patrimonio dell’UNESCO.

Intanto, il Cremlino chiede spiegazioni entro la fine della settimana. Peccato che siano le loro raccapriccianti leggi miste a menefreghismo a causare questi continui disastri ambientali in Russia.

Cosa possiamo fare

Per ovvie ragioni, non possiamo essere presenti fisicamente sul territorio. D’altronde, sarebbe anche pericoloso visto la gravità della situazione. Quindi, cosa possiamo fare? Firmare la petizione cliccando qui. Alcuni credono che firmare sia inutile, ma non è così. Greenpeace, come tante altre organizzazioni, lavora anche grazie alle petizioni:

«Con l’aiuto di una petizione firmata da 124mila persone, siamo stati in grado di garantire che le foreste su terreni agricoli ricevessero uno status legale e protezione».

Un’altra soluzione è donare cliccando qui.

Per qualsiasi info, non esitate a contattarmi su Instagram (@ilycozzi).

About the author

Ilaria Cozzolino

Ilaria Cozzolino nasce a Napoli nel novembre del 1993. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Linguistico, decide che le lingue non fanno per lei. Dunque, insegue la passione per la fotografia e si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Ma la fotografia non è tutto ciò che lei ama. Il suo animo irruento la spinge a fare ciò in cui crede: denunciare attraverso la scrittura e a tutti i costi raccontare la verità. Dopo anni da redattrice e caporedattrice, entra nell'albo dei giornalisti italiani. Ma, ad un tratto, accade qualcosa: intraprende un viaggio nelle sconfinate distese della Siberia. Ed è da quel momento che decide di dover iniziare a studiare la meravigliosa lingua russa, la sua cultura e la sua storia. Improvvisamente, senza conoscere nulla di questo grande Paese, prepara la valigia e parte per Mosca, dove vive tutt'ora.

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