Attualità

Più disciplina per i giornalisti russi

giornalisti in russia

È molto interessante confrontare due Paesi assolutamente agli antipodi e notare come molti italiani aspirino al modello russo di  civiltà – come la definiscono loro. In realtà, si tratta di repressione e in Italia spesso questa parola viene associata al rigore ormai perduto.

In qualità di giornalista e di russofila, non posso che esprimere profondo disprezzo nei confronti di questa ingiustificata esaltazione. Inoltre, mi son sempre chiesta il motivo per cui anche i miei colleghi gridino alla censura. Allora, mi rivolgo a voi lettori: avete notato questo strano modo di informare tramite editoriali? Praticamente, i giornali sono diventati dei blog in cui il pensiero del giornalista prevale sulla notizia stessa, a cui si dovrebbe dare spazio senza andare oltre.

Grazie ai social media, oggi è molto più semplice comprendere da quale parte scelga di stare un determinato giornalista, anche solo scrivendo per una specifica testata. La famosa domanda retorica finale a cui tutti siamo ormai abituati, è davvero così necessaria? Certo, dipende sempre da ciò di cui si sta scrivendo. L’imparzialità, passatemi il francesismo, è andata a farsi fottere. E di questo ne parlava già Carmelo Bene nel 1995:

«L’informazione informa i fatti, non sui fatti: non conta la verità del fatto, ma il convincimento che il messaggero del fatto sa infondere in chi legge o ascolta. E in questo mondo, dominato dai media, le masse che tutti credono consumatrici, sono in realtà consumate.»

Nuove leggi per i giornalisti russi

Qualche giorno prima dell’inizio del 2021, grazie alla modifica della Costituzione, Putin ha firmato quasi 100 disegni di legge. Tra questi, alcuni mi hanno particolarmente colpito (ma non sorpreso): divieto di divulgazione di dati personali degli agenti segreti; restrizioni per YouTube, Facebook e Twitter; restrizioni per le proteste, compresi i picchetti (cioè, anche per il singolo individuo); reclusione per diffamazione online; definizione di “agente straniero” per chi opera sul territorio russo ma è finanziato dall’estero. Riassumendo, Putin ha semplicemente preparato il terreno per il ritorno di Aleksej Navalny, definito da molti suo oppositore, ma non per questo migliore.

Ovviamente, anche ai giornalisti sono state imposte alcune restrizioni. Come se non ne avessero già abbastanza e non morissero ammazzati come – per citarne una – Anna Politkovskaja. Ma cosa è vietato loro? Qui Putin si è appropriato della parola imparzialità sopracitata, mascherando il termine censura:

«È vietato condurre campagne a favore o contro gli obiettivi di un evento pubblico, organizzarlo o celebrarlo o organizzare la raccolta di donazioni e firme, nonché partecipare a discussioni e processi decisionali.»

Inoltre, durante le manifestazioni, è vietato nascondere i badge stampa e altri elementi che li identifichino come membri della stampa. Inutile sottolinearvi che, con questo pretesto, hanno arrestato molti giornalisti durante le proteste dello scorso gennaio.

giornalisti russi
Detenuto partecipante alla manifestazione a sostegno del giornalista Ivan Golunov / © Sergey Savostyanov

Ci vuole disciplina!

Le novità non tardano ad arrivare e, a seguito delle ultime manifestazioni, il Cremlino ha deciso che la Guardia Nazionale russa dovrà addestrare gli studenti di giornalismo ad assumere un comportamento consono in occasione di eventi particolarmente affollati.

Tralasciando i vocaboli adatti solo a situazioni di tipo militare a cui mi sono ormai abituata, mi chiedo come sia possibile che Elena Vartanova, preside della Facoltà di giornalismo dell’Università statale di Mosca, non si sia solo limitata ad appoggiare con entusiasmo questa decisione, ma abbia anche dato loro idee su come poter agevolare gli studenti a seguire questi corsi di formazione.

Ma chi insegnerà ai ragazzi tutto questo? Gli insegnanti verranno aiutati dalle forze dell’ordine e dall’Unione dei giornalisti della Russia. A tal proposito, mi è venuto in mente un filmato che girava non molto tempo fa su internet: in alcune scuole, sempre a seguito degli ultimi eventi, la polizia ha tenuto lezione ai ragazzi su come difendersi in queste situazioni.

Insomma, hanno compreso quanto fosse importante partire dai giovani, soprattutto per formare giornalisti fantoccio pronti a redigere l’ennesimo articolo a favore dello Stato. Ciò che verrà insegnato loro sarà semplicemente quello di restare al proprio posto, di starsene buoni e non essere d’intralcio perché la legge russa punisce.

 


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