Consigli di viaggio

Studiare all’estero partendo da zero

Studiare all’estero è un’esperienza unica. Grazie agli erasmus, alle borse di studio e agli scambi culturali tutto ciò è possibile. Certo, non per tutti purtroppo!

Al secondo anno di Accademia avevo intenzione di trascorrere una sessione all’estero ma non mi sono mai impegnata così tanto da vincere borse di studio. L’alternativa sarebbe stata aggiungere soldi alla cifra data dall’università e posso assicurarvi che era davvero misera! Quindi, senza disperarmi troppo, ho fatto spallucce e ho continuato per la mia strada.

Ma ciò di cui voglio parlarvi è cosa significa studiare all’estero partendo da zero. Nessun erasmus, nessuno scambio culturale, nessuna università alle spalle.

Parto da zero!

Dopo aver fatto la Transiberiana, al mio rientro avevo già deciso che sarei tornata qui. Non per turismo, ma per studiare la lingua. Ebbene sì: a quasi 25 anni ho deciso di apprendere il russo direttamente nella capitale. Le uniche parole che conoscevo erano: ciao, grazie, prego, , miele. Come al solito, molti hanno cercato di scoraggiarmi e tra le tante frasi ve ne ho selezionate alcune di persone che hanno studiato presso l’università della vita:

«Devi prima studiarlo in Italia e poi partire»

«Lo devi studiare all’università»

«Eh ma quello che conta è l’inglese, il russo non serve a niente!»

Ci terrei a ringraziarli tutti perché in questo modo non hanno fatto altro che alimentare la mia curiosità e, di conseguenza, a spronarmi nel partire.

Quindi, prima regola: mai ascoltare gli altri! Per la maggior parte non sono persone che vogliono darvi un consiglio, bensì proiettano in voi le loro paure e “temono” in un certo senso che voi possiate arrivare a fare qualcosa che loro sanno di non avere il coraggio di fare. E credo che sia proprio questa la risposta alla domanda: «Ma come fai?». Ragazzi, semplicemente me-ne-fre-go!

Dunque, dopo circa un mese e mezzo dal mio rientro, ho prenotato un biglietto per Mosca, ho fatto la valigia, ho salutato i miei familiari e sono partita. La mia meta era una città che non avevo apprezzato completamente e di cui conoscevo solamente qualche attrazione turistica. E se non mi fosse piaciuto stare qui? Io non ho un piano B per quanto riguarda i viaggi, probabilmente sarei finita in Siberia (di nuovo!) o in Mongolia. Chi può dirlo? Immagino l’espressione sul volto di mia madre dopo aver letto quest’ultima riga e credo stia pensando: «Menomale che le è piaciuto stare a Mosca!».

Primo giorno di lezione

La sveglia delle 7:00 suonò inutilmente visto che stavo a letto con gli occhi sbarrati a fissare il soffitto. Ma come mi è venuto in mente? Non lo so, non sono ancora riuscita a darmi una risposta, ma in quel momento era l’unica cosa che riuscivo a pensare. Presi la metro e scesi a Сухаревская, nei pressi della scuola. Ricordo che feci avanti e indietro almeno tre volte prima di incontrare una delle mie insegnanti che, dopo aver guardato la scena, mi fermò e mi disse: «Sei tu Ilaria? Comunque è qui la scuola». La prima lezione fu una rivelazione perché avevo capito che realmente avevo tutte le buone intenzioni di imparare il russo. Mi fu dato un foglio che ancora oggi custodisco come una reliquia: l’alfabeto in stampatello e corsivo con la traduzione. Inutile dirvi che uscì dall’aula con un sorriso smagliante e i miei nuovi libri completamente in lingua.

Ce la posso fare!

Non vi nascondo – e credo che per qualcuno non sia nemmeno una novità – che il russo è veramente molto difficile. Ci sono stati momenti in cui mi sono sentita in difficoltà e ho pensato di non riuscire a causa di qualche limite personale. Mi sono dovuta rimboccare le maniche e fare a pugni con me stessa per non abbattermi. Fare i compiti a casa mi ha aiutato, come anche andare in giro o vivere in ostello. Ma la strada è ancora lunga. Ogni volta che pensavo negativamente, c’era qualcosa che mi faceva ricredere. I russi dicono che ho una buona pronuncia, ma forse vogliono solo fare colpo sull’italiana!

Quindi, seconda regola: mai arrendersi! Se pensate di non star facendo abbastanza, fate di più. Se pensate di non essere abbastanza, credete di più in voi stessi. Nulla può essere più forte del vostro volere, sul serio!

Scegliere la scuola giusta

La scelta della scuola rientra tra le cose più difficili da fare. Tramite internet ne ho trovate tantissime, alcune super consigliate ma super costose. Tra quelle da non prendere in considerazione c’erano quelle che svolgevano lezioni in gruppo, tenute da insegnanti universitari. Come in ogni classe, c’è sempre chi resta indietro e quindi bisogna cercare di stare quanto più possibile al passo con gli altri.

In alternativa, ci sono le scuole private che consentono di fare lezioni individuali – in realtà ci sono anche nelle scuole pubbliche ma comunque i costi sono elevatissimi. Personalmente ho scelto di fare lezioni private con insegnanti che parlassero anche l’italiano, ma solamente nel caso in cui avessi avuto l’esigenza di capire al meglio una determinata regola grammaticale. Tra l’altro, la mia curiosità si spinge oltre soprattutto quando si tratta di studiare la lingua e pongo tantissime domande per capire le differenze con l’italiano. Ciò non toglie che mi parlassero in russo – cosa che credo sia ottima, anche per chi non comprende assolutamente nulla i primi giorni!

Però, c’è un però! Se è vero che le scuole hanno insegnanti qualificati, è pur vero che qui mi sono resa conto delle innumerevoli lezioni private a basso costo che avrei potuto fare fin dall’inizio affidandomi a persone altrettanto brave ma svincolate da qualsiasi istituzione! Conoscendo italiani che vivono qui da tempo e russi, ho capito di dover intraprendere un’altra strada, soprattutto per la mia tasca!

Premettendo che alla Lev Russian Language School di Mosca mi sono trovata molto bene, ho deciso per il futuro di apprendere la lingua russa diversamente.

Non finisce mica qui!

About the author

Ilaria Cozzolino

Classe '93, amante dei viaggi in solitaria, dell'arte contemporanea, del giornalismo, del cibo (anche se non si direbbe) e dei gatti! In due righe questa sono io e questo è il mio blog. Benvenuto!

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