Le mie avventure

Ciao mamma, me ne vado per un po’

partire

Come molti sanno e da come si evince in questo blog, il primo settembre ho deciso di affrontare la Transiberiana da sola. In realtà ero sola fisicamente, ma tantissime persone – attraverso Instagram – mi hanno supportata e spinta ad andare avanti nonostante le difficoltà. Ma perché farlo? Non era più semplice visitare un’unica città fatta di musei, parchi e tante attrazioni turistiche? Non che la Transiberiana non lo sia: proprio ieri mi è stato detto che «tutti gli italiani la vogliono fare ma non si capisce perché!». In effetti, dovete sapere che i russi, quelli che ho conosciuto, non amano questa avventura. Sono consapevoli del fatto che «Mosca e San Pietroburgo non sono la Russia». Esatto, non lo sono. Queste due città sono molto più vicine all’Europa di quanto si immagini. A non esserlo, invece, è tutto il resto e, di conseguenza,anche le città che l’antica ferrovia attraversa.

Allora, ancor di più: perché da sola in Russia? A parte la mia evidente dipendenza dai viaggi e il mio interesse nel fotografare qualcosa di diverso dal solito, sono consapevole di aver scelto questa meta per scappare il più lontano possibile. Proprio così, scappare. Vi dirò: credevo che questo fosse il mio anno, quello fortunato per così dire. Come ovvio che fosse, si è rivelato un completo disastro. Sapete, la fine di una convivenza non è mai facile e non lo è nemmeno affrontare l’università con l’umore a terra. Insomma, come si dice, è scattata la scintilla e sono partita senza pensarci troppo. O meglio, ho passato l’intera estate a pianificare il viaggio ma non ho mai titubato sulla partenza. Dovevo andare e così è stato!

Al mio ritorno ho conservato i rubli in un barattolo di vetro (ammetto di aver appena googlato “buccaccio” per ricordami il nome in italiano) con su scritto “for the future”. Di tanto in tanto ho iniziato ad aggiungere piccole somme fino a riflettere sul fatto che avrei tanto voluto andar via di nuovo. Ma questa volta non per scappare, ma per far sì che mi si aprisse un nuovo mondo, lontano dagli affetti e dalla vita che ho condotto fino ad ora. Ho deciso:

partire
La stanza dove attualmente alloggio

voglio imparare il russo! Senza pensarci troppo, prima di partire per Verona, ho inviato tutti i documenti necessari per ottenere un visto, ho considerato varie scuole di lingua russa per stranieri fino a decidere quale sarebbe stata la mia e ho cercato disperatamente alloggi. Dovete sapere che ho sempre viaggiato low coast, ciò significa che gli alberghi non li guardo neanche se non sono con qualcun altro. Ma come poter risparmiare? Workaway! Ma di questo vi parlerò in un articolo più in là, così da potervi raccontare la mia esperienza. Dicevo, dopo essermi assicurata un tetto sulla testa per un po’, ho prenotato il volo aereo.

A partire nuovamente mi ha spinto la voglia di cambiare, di riprendere in mano la mia vita. Ho lavorato in molti ambiti in questi anni, ho rallentato gli studi per diversi motivi, ho raggiunto obiettivi che mi andava realmente di raggiungere, mi sono sentita sconfitta più volte e più volte ho pensato di cambiare radicalmente il mio percorso, quello che mi ero prefissata a 18 anni. Sono dell’idea che se qualcosa ci fa stare così male da provocarci un dolore molto forte emotivamente, dobbiamo liberarcene in un modo o nell’altro. Siamo noi che dobbiamo decidere cosa farne della nostra vita, sono le nostre scelte a contare e cambiare qualcosa, non i giudizi di chi dall’esterno vorrebbe farci riflettere ma è più intento a dire la propria a priori del nostro stato d’animo.

Ecco, sono tutte queste cose che, sulla soglia dei 25 anni, mi hanno fatto riflettere e scegliere di andarmene a 2350 km da casa per un po’. Non so come andrà, ma posso assicurarvi che era ciò che volevo di più e, a prescindere da qualsiasi cosa, potrò considerarla una bellissima esperienza.

E adesso nel buio della stanza guardo fuori dalla finestra col vetro appannato e penso che non c’è emozione più bella che io abbia mai provato..fino ad ora!

About the author

Ilaria Cozzolino

Classe '93, amante dei viaggi in solitaria, dell'arte contemporanea, del giornalismo, del cibo (anche se non si direbbe) e dei gatti! In due righe questa sono io e questo è il mio blog. Benvenuto!

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